Come scrivere con una penna stilografica

L'utilizzo corretto dei pregiati strumenti da scrittura

 

Alla semplicità della penna usa e getta c’è chi preferisce la precisione e il tratto elegante della penna stilografica. Naturalmente questo tipo di penna presenta delle caratteristiche che la rendono completamente diversa dai quotidiani strumenti di scrittura. Prima di tutto c'è da sottolineare che tutti i modelli di stilografica sono dotate di un pennino appuntito e non di punte arrotondate: questo permette una scrittura differente, in base alla pressione esercitata.

Uno dei vantaggi legati all’utilizzo della stilografica, poi, sta nella sua possibilità di essere ricaricata: la cartuccia di inchiostro può essere riempita all’infinito, facendo di questa penna una perfetta compagna per tutta la vita. Scrivere con una stilografica richiede una tecnica differente rispetto a quella utilizzata con le classiche biro: scopriamo insieme come utilizzare una penna stilografica per ottenere il massimo delle sue prestazioni.

 
 
 

Come impugnare una penna stilografica

Posizione per una scrittura fluida

Tutto comincia dall’impugnatura della penna. Come si tiene una stilografica in mano? Togliamo il cappuccio e stringiamo la penna nella mano dominante, tra pollice e indice, facendo in modo che il corpo cilindrico si appoggi al medio. Le altre dita si fermano sul foglio per rendere la mano stabile. A seconda delle dimensioni di mano e penna ci potrebbe essere qualche problema legato all’equilibrio: il cappuccio inserito sul fondo aiuta in alcuni casi a bilanciare il peso della penna, ma la sensazione di equilibrio non è la stessa per tutti: meglio fare qualche prova per trovare il proprio punto di stabilità.

Durante la fase di scrittura la mano deve restare bella ferma e rigida: è necessario controllare il movimento con la mano per non farsi scappare il punto in cui la scrittura del pennino procede senza intoppi. Tenendo la penna con la mano, teniamo contestualmente anche le dita e il polso rigidi mentre muoviamo il braccio e la spalla per spostare la stilografica.

 

Come tenere tra le dita una penna stilografica

La giusta pressione da esercitare sulla carta

Applichiamo una delicata pressione: non è necessario premere con forza per fare in modo che l’inchiostro fluisca, anzi, una pressione esagerata potrebbe danneggiare il pennino e alterare il flusso di inchiostro. Inoltre un’eccessiva pressione è sconsigliata dal momento che ci impedisce di muovere liberamente la mano sul foglio. In quest’ottica è sconsigliato anche posizionare la mano verso l’estremità finale della penna: un’impugnatura troppo vicina al pennino altera il corretto angolo di scrittura e il relativo flusso di inchiostro.

Sono in molti a ritenere che la posizione migliore di una stilografica tra le dita sia quella che la vede poggiata vicino alla parte finale del dito medio, sulla nocca inferiore: naturalmente se questa impugnatura non è confortevole per il tuo modo di scrivere, è possibile spostare la parte finale della penna verso la forma a V creata dall’incontro tra il pollice e le altre dita della mano.

 
 
 

Come inclinare una stilografica nel verso giusto

Tutta una questione di angolazione

Come già ricordato il pennino è appuntito, non rotondo come quello della penna a sfera, e affinché scriva è necessario posizionarlo in un certo modo sul foglio, inclinandolo a 45°. Inizialmente ci vorrà un po’ di rodaggio, ruotando la penna in base alla necessità, fino a trovare l’inclinazione e il punto giusto in cui il pennino scorre facilmente senza graffiare il foglio e senza interruzioni di scrittura. L’angolazione corretta è molto importante, perché consente alle ali di allontanarsi dall’alimentatore, permettendo all’inchiostro di scorrere: sebbene la penna vada tenuta ad un’angolazione di circa 40-55 gradi rispetto al foglio, ogni penna stilografica ha il suo angolo giusto, necessario per separare ali e alimentatore.

La scrittura con una stilografica differisce da quella con una penna a sfera anche e soprattutto per questo: mentre la classica biro è pensata per scrivere in diverse angolazioni, anche quella verticale, una penna stilografica ha bisogno di un’inclinazione che potremmo definire unica, per sfruttare l’ampiezza totale del pennino. Durante la fase di scrittura non dobbiamo ruotare la penna, perché la rotazione potrebbe cambiare l’allineamento con la pagina con un conseguente strappo della carta. Chi si approccia per la prima volta ad una stilografica Montegrappa dovrebbe prima fare pratica effettuando dei tratti singoli, come linee, cerchi e poi spirali, passando alle lettere, fino ad abituarsi all’uso della penna, ottenendo una scrittura ben distanziata ed uniforme. All’inizio potrebbe essere utile fare pratica su righe diverse, restringendole gradualmente.

 

Scrittura e scelta del pennino

Larghezza diversa per tratti differenti

 

Il modo di scrivere dipende dalla scelta del pennino. Per un uso quotidiano della penna stilografica possiamo optare per un pennino arrotondato, che permette di realizzare linee uniformi, un pennino fine, per creare linee più sottili, o un pennino rigido, che non si smuove aiutandoci a tenere una salda presa sul foglio.

Anche il materiale del pennino influisce sulla resa in fase di scrittura. L’oro è il materiale che consente una maggiore flessibilità, permettendo allo scrittore di controllare la larghezza delle linee. L'acciaio è senza dubbio il materiale più elastico: la scrittura è piuttosto uniforme e si preme sul foglio senza che le ali del pennino si allarghino.

Per la scrittura artistica, però, non ci affidiamo ad un pennino per uso quotidiano. Quali sono i migliori pennini per un tratto artistico?
Un pennino stub o italico: questi pennini sono più ampi e piatti e permettono di creare tratti larghi o sottili, grazie al movimento verticale che traccia linee larghe quanto il pennino, e a quello orizzontale, che traccia linee fini.
Un pennino tradizionale: da scegliere tra le varie misure a disposizione che solitamente corrispondono a cinque tipologie di tratto (extra-fine, fine, media, larga o a doppia larghezza).
Un pennino flessibile o semiflessibile: adatto ad uno scrittore esperto di stilografiche, perché consente di controllare lo spessore delle linee a seconda della pressione esercitata.

 
 
 

Con una penna stilografica Montegrappa è amore a prima vista: dall’impugnatura comincia un viaggio che è pura passione per la scrittura, per la raffinatezza, per l’eleganza, per la tradizione Made in Italy. E mentre il pennino si bagna di inchiostro e scorre sul foglio, ci si lascia conquistare sempre di più da ogni piccolo dettaglio di una penna che ha il sapore dell’eternità.