25 anni del dragone

L'anniversario di un classico del "cult" Montegrappa

 
 
 
 
 

La pandemia globale ha causato il rinvio di molte celebrazioni nel corso del 2020, tra cui il giubileo d'argento della nostra creazione più nota.

Mentre un anno turbolento volge al termine, abbiamo chiesto a Giuseppe Aquila, CEO di Montegrappa, di ripercorrere la nascita e l'ascesa dell'inafferrabile Dragon.

 
 

"Promettemmo a noi stessi che se fossimo riusciti a reintegrare la celluloide nella nostra produzione, il suo ritorno sarebbe dovuto essere spettacolare", ricorda Giuseppe Aquila, mentre ci accompagna tra le vetrine scintillanti disseminate nel museo privato di Montegrappa. "Non potevamo rischiare che passasse inosservato", aggiunge mentre si avvicina alla teca che ospita la penna Dragon. "Eccola", osserva, guardandola con un luccichio negli occhi. 

Nel 1993, Giuseppe Aquila aveva da poco terminato i suoi studi universitari ed era desideroso di lasciare il segno nell'azienda di famiglia. Un anno prima, la collezione 80° Anniversario, interamente in argento massiccio, era stata la prima edizione di lusso di Montegrappa da decenni. La curiosità e l’interesse del pubblico nei confronti del primo produttore italiano di stilografiche stava riprendendo a crescere così come le richieste di rilanciare l’estetica vintage del marchio.

"Negli anni Trenta e Quaranta, i colori intriganti della celluloide di Montegrappa erano estremamente popolari", spiega il Sig. Aquila. "Ma un incendio pose fine a tutto questo.

"Sebbene la celluloide sia una delizia per i sensi, la stagionatura e la lavorazione della stessa è una scienza complessa e pericolosa. “Nel 1946 andò tutto in fiamme”, spiega il Sig. Aquila, indicando il luogo dell'incidente. "Riportare in vita la celluloide fu molto più di una scelta", fa una pausa. "Era un impegno."

 
 
 
 

A caccia di gloria

Modesti successi con i metalli preziosi avevano reso l'azienda desiderosa di utilizzare argento e oro per glorificare la celluloide.

Ma garantire che entrambi i materiali potessero rendere al massimo del loro potenziale richiedeva abilità che nessuno nell'industria delle penne possedeva. Inizia così la ricerca di soluzioni.

"Visitammo molti produttori locali di gioielleria, che ci mostrarono come si potevano realizzare figure tridimensionali dettagliate in dimensioni contenute utilizzando stampi complessi e fatti a mano". La curiosità del Sig. Aquila cresceva giorno dopo giorno: l'arte orafa della fusione a cera persa offriva possibilità entusiasmanti. Nasce così l'idea di racchiudere una penna in celluloide all'interno di una gabbia in metallo prezioso.

Affinché l'idea diventasse realtà, si prospettavano molte sfide tecniche. Le dimensioni e le proporzioni di uno strumento da scrittura richiedevano componenti molto più grandi di quelli prodotti nei classici atelier di gioielleria. Ma c'era anche un dilemma creativo da risolvere. Quale sarebbe stato il tema di una creazione così elaborata? "Avevamo bisogno di un motivo che potesse avvolgere l'intera penna, ma che al contempo lasciasse intravedere la celluloide sottostante."

 
 

L'idea

Lo scultore milanese Federico Monti fu arruolato nel progetto e iniziò il processo di progettazione.

"Esaminammo diversi concetti con Federico, arrivando presto all'idea di un antico drago", spiega il Sig. Aquila. Di tutte le figure che potevano essere avvolte attorno a uno strumento da scrittura, un drago offriva la più ampia possibilità di espressione artistica. Ma la scelta fu anche emotiva. "Attributi come forza, ferocia e conoscenza occulta sembravano una ricetta perfetta per una power-pen".

Montegrappa coinvolse i propri partner dell'Estremo Oriente come consulenti del progetto per aiutare il designer Monti a garantire autenticità alla sua opera. Nel frattempo, un piccolo laboratorio di Bassano del Grappa specializzato in microfusione si stava preparando a trasformare la visione del team in realtà La fusione a cera persa non era mai stata utilizzata prima nella fabbricazione di componenti di una penna.

Quando sono emersi i primi prototipi della Dragon, il progetto aveva impiegato più di due anni nello sviluppo, coinvolgendo una complessa rete di collaboratori in tre continenti. "Tutto questo è avvenuto prima dell'introduzione dell'email aziendale", scherza il Sig. Aquila. "Onestamente, oggi sembra miracoloso che siamo riusciti a farcela." Ma il prodotto in sé non ha mostrato segni di fretta.

Scopri la Dragon

Le versioni in argento sterling e oro 18 carati erano abbinate a celluloide madreperlata nera.

Il Sig. Aquila e la sua squadra furono pienamente soddisfatti del risultato.

Nell’inverno del 1995, Montegrappa si presentò alla fiera Paperworld di Francoforte armata di un unico campione di produzione.

L'orgoglio e le aspettative all'interno del team erano alte, ma temperate dall'ansia: “Fissammo il prezzo di vendita al pubblico della penna a 3.900.000 Lire (circa 2.000 €)”, ricorda il Sig. Aquila.

“A quei tempi, le penne più costose si aggiravano intorno a 2.000.000 Lire".

Era ossessionato da un dubbio: nella sua impresa di realizzare la penna in celluloide per eccellenza, aveva creato un mostro ancora più grande?

Le sue preoccupazioni furono presto bandite: l'interesse per l'audace creazione si era dimostrato enorme e tutti in fiera non parlavano d’altro che di Montegrappa.

"I capi di tutti i grandi marchi vennero a vedere di cosa si trattasse e si congratularono con noi per il traguardo raggiunto", racconta il Sig. Aquila.

Gli elogi dei rivenditori furono altrettanto esuberanti ed una pioggia di ordini portò al sell-out del prodotto nell’arco di un mese dal suo lancio.

 
 

Punto di svolta

La Dragon, oltre ad essere stata un enorme successo commerciale, ebbe un’influenza profonda su Montegrappa e sul più ampio panorama della scrittura.

La sua lavorazione innovativa - e il prezzo - ruppero tutti gli schemi. L'interesse degli intenditori e dei collezionisti per le nuove penne di lusso prese nuovo slancio, inducendo molti produttori a ricalibrare le loro ambizioni e perseguire progetti sempre più elaborati e stravaganti.

Per Montegrappa, l'impatto della Dragon è impossibile da sottovalutare. Nei successivi 25 anni, la celluloide e la fusione a cera persa sarebbero diventate elementi distintivi di molti dei design più straordinari dell'azienda, mentre varianti della mitica silhouette sarebbero riapparse nel 2005 - con l'edizione ultra limitata del 10 ° Anniversario - e di nuovo nel 2010 per celebrare il 70 ° compleanno di Bruce Lee.

Nel frattempo, il fascino cult del modello aiutò Montegrappa a raggiungere alcuni dei suoi traguardi più importanti. Il 31 dicembre 1999 Boris Eltsin trasferì il suo potere a Vladimir Putin utilizzando la Dragon: un pezzo che rimane in possesso della famiglia Eltsin. Allo stesso modo, anche la lunga amicizia dell'azienda con Sylvester Stallone risale all’epoca della Dragon, come ricorda il Sig. Aquila.

"Il manager di Stallone ci contattò", ricorda. "A quanto pare Sly aveva perso la sua Dragon e stava cercando disperatamente una sostituta per firmare un contratto importante." Sapendo che l'edizione era esaurita da tempo, il Sig. Aquila gli offrì un raro esemplare di prova d'autore preso dagli archivi dell'azienda. L'offerta fu accettata, culminando in una relazione che avrebbe portato alla collaborazione di maggior successo del 2011, la Chaos. Opportunamente, questo design di successo si basava sullo stesso concetto della celluloide avvolta da metalli preziosi.

 
 
 
 

Venticinque anni dopo il lancio della Dragon, il mondo è cambiato, anche nella sfera della scrittura, dove nuovi formidabili concorrenti hanno visto le penne abbracciare il loro potenziale non solo come strumenti, ma come trofei. Guardando indietro, il palese disprezzo della Dragon per le comuni convenzioni sembra notevolmente premonitore. Forse l’occulta conoscenza della creatura mitica era l'indizio più grande di sempre.

Dall'assalto senza precedenti della Dragon a tutte le regole del lusso, l'archivio delle edizioni limitate di Montegrappa si è accresciuto fino a comprendere più di 150 incantevoli design artigianali. Visita la nostra sezione Vault (Cassaforte) per scoprirli o riscoprirli tutti.

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